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Archivio per marzo 2016

Facebook Messenger ora integra un bot per le informazioni sui voli

31 marzo 2016 Nessun commento

I bot sono il futuro? Per molte società sono sicuramente un’innovazione importante oltre che un’opportunità da non farsi scappare per promuovere prodotti e servizi. Ecco quindi arrivare il primo bot per gestire le informazioni sui voli in Facebook Messenger.

Facebook vuole ampliare di molto le potenzialità della sua app Messenger, ormai non è un segreto. L’app sta migliorando sempre di più e ora inizia ad integrare anche dei chatbot, come annunciato da TechCrunch ad inizio anno. Questo nuovo bot è stato sviluppato da KLM e permette di gestire facilmente le informazioni sui voli della società aerea dei Paesi Bassi.
Inizialmente la funzionalità sarà disponibile solo in determinate località ma poi si estenderà in tutti i paesi, come specificato da un post di Facebook Messenger.
Al momento dell’acquisto di un biglietto aereo di KLM sarà possibile scegliere se abilitare o meno il bot. Se abilitato, da Messenger sarà quindi possibile ottenere informazioni sugli itinerari, sul check-in, sugli eventuali ritardi, sui numeri dei voli, ecc. Inoltre, in casi di necessità, il bot ci metterà in contatto con un operatore “umano” con il quale interagire.
Ricordiamo che questi “assistenti” possono rivelarsi davvero utili sia per gli utenti sia per le compagnie che forniscono servizi e prodotti. Anche Microsoft, nel corso della conferenza di ieri, ha deciso di puntare sui bot e ha quindi scelto di fornire agli sviluppatori tutti i tool necessari per la creazione di bot per Skype integrati con Cortana e Bing.
Fonte: Engadget
 
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L’FBI aiuterà a sbloccare un altro iPhone in un caso di omicidio…

31 marzo 2016 Nessun commento

Dopo aver annunciato di aver sbloccato con successo l’iPhone 5c del terrorista di San Bernardino, l’FBI ha accettato di contribuire allo sblocco di un altro iPhone in un caso di omicidio in Arkansas.

Secondo quanto riportato dalla stampa americana, l’FBI ha accettato di aiutare il procuratore dell’Arkansas in un caso di omicidio, sbloccando gli iPhone e gli iPod utilizzati da due adolescenti accusati di aver ucciso una coppia di coniugi. I due indagati si sono dichiarati innocenti, ma intanto il giudice ha accettato la richiesta del procuratore di rinviare il processo per attendere l’aiuto dell’FBI.
L’FBI non ha confermato se l’iPhone del caso in Arkansas sia un iPhone 5c e se sarà utilizzato lo stesso metodo sfruttando nel caso San Bernardino. Il metodo potrebbe infatti essere riprodotto su un altro iPhone 5c, ma non è chiaro se possa funzionare su dispositivi più recenti dotati di processore A8 o successivo. Secondo gli inquirenti, i due adolescenti avrebbero usato iPhone e iPod touch per organizzare l’omicidio, ma gli avvocati difensori negano qualsiasi coinvolgimento. Da notare che anche in questo caso il procuratore aveva chiesto l’aiuto di Apple, ma l’azienda ha sempre ribadito di non essere in grado di sbloccare i dispositivi con iOS 8 e iOS 9.
Tra l’altro, secondo l’ACLU ci sarebbero altri 63 casi negli Stati Uniti nei quali i procurati potrebbero chiedere lo sblocco di dispositivi iOS o Android ad Apple e Google. In tutti questi casi, l’FBI potrebbe inoltre offrire la propria assistenza per sbloccare i vari terminali, almeno per quanto riguarda gli iPhone.

Si tratta per lo più di casi legati al traffico di droga, dove l’importanza di scoprire i dati presenti negli smartphone degli indagati è variabile.
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Chipworks smonta l’iPhone SE: tanti componenti presi da iPhone 6s e 5s

31 marzo 2016 Nessun commento

Chipworks ha messo le mani sul nuovo iPhone SE per smontarlo e scoprire l’hardware nascosto al suo interno. Diciamo subito che molti componenti sono gli stessi dell’iPhone 5/5s e del’iPhone 6s.

Partiamo dal processore: il chip A9 utilizzato su iPhone SE è lo stesso presente su iPhone 6s, con tanto di diversificazione tra processori prodotti da TSMC e processori prodotti da Samsung (a livello pratico non cambia nulla). Anche la RAM è la stessa: 2GB LPDDR4, proprio come su iPhone 6s. Dall’etichetta della RAM scopriamo che la produzione di questi componenti risale ad agosto o settembre, quindi è probabile che si tratti di pezzi originariamente prodotti per essere assemblati su iPhone 6s o 6s Plus. La memoria flash da 16GB è stata invece prodotta da Toshiba.

Il controller del touchscreen è lo stesso utilizzato da Apple su iPhone 5s (CM5976 di Broadcom e Texas Instruments 343S0645). Il chip NFC è il modello NXP 66VIO, lo stesso presente su iPhone 6, mentre il sensore inerziale a 6 assi per accelerometro e giroscopio è lo stesso modello presente su iPhone 6s. Stesso dicasi per il modem, modello Qualcomm MDM9625M, e per i circuiti integrati relativi alla gestione dell’audio.

Ci sono però anche dei componenti inediti su questo iPhone SE, come il modulo di amplificatore di potenza Skyworks SKY77611, il power management IC Texas Instruments 338S00170, il NAND Flash  Toshiba THGBX5G7D2KLDXG, il microfono AAC Technologies 0DALM1 e lo switch per il modulo dell’antenna EPCOS D5255.
 
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6 sfide (e altrettante soluzioni) per monetizzare le app sui dispositivi mobile

31 marzo 2016 Nessun commento

ARTICOLO SPONSORIZZATO – Prova a visitare l’App Store dal tuo dispositivo. Fallo adesso. Prova a renderti conto dell’incredibile varietà di applicazioni disponibili in ogni categoria possibile e immaginabile. Ogni giorno l’App Store riceve in media oltre 1.000 richieste di pubblicazione, per un totale di 1,7 milioni di applicazioni attualmente disponibili. I produttori di queste app si sono trovati di fronte ad una scelta, se pubblicarla in cambio di soldi per ammortizzare i costi iniziali (se sì, a che prezzo), oppure pubblicarla gratuitamente e monetizzare all’interno dell’app (cosa che il 73% degli sviluppatori fa abitualmente). Pubblicare un’app a pagamento è una scelta rischiosa, basata sul presupposto che il consumatore dia valore a quel prodotto nonostante sia probabile che esistano alternative gratuite. Un’app gratuita, invece, avrà probabilmente un numero più alto di installazioni, ma questo sarà solo un punto di partenza per generare profitto.

Le possibilità di monetizzazione su un’app sono innumerevoli: modelli freemium, iscrizioni annuali per accedere a contenuti esclusivi e, nei videogiochi, strumenti speciali per salire di livello. Purtroppo, però, bisogni e desideri soggettivi del consumatore rappresentano una scommessa sulla quale non ci si può affidare se si vuole generare un profitto costante.
E allora qual è la scelta giusta per lo sviluppatore? Si tratta della scelta più comune sin dagli albori del Web: la pubblicità.

La pubblicità puoi sceglierla per il suo profitto potenziale o puoi odiarla per la sua invadenza e distrazione. Ma è comunque un metodo irrinunciabile per generare profitto con le app per dispositivi mobili, soprattutto se gratuite.
Il settore della pubblicità per dispositivi mobili continua a crescere e molti marchi importanti sono disposti a spenderci molto. Solo nel 2014, la spesa per la pubblicità nei dispositivi mobili ha raggiunto i 14 miliardi di dollari, quasi il doppio dei 7,7 miliardi spesi nel 2013. Questa è davvero l’età d’oro per la monetizzazione pubblicitaria delle app. Ma prima

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Una nuova foto dell’iPhone 7 mostra lo schermo edge-to-edge, ma è un fake

31 marzo 2016 Nessun commento

In rete sta girando una nuova foto del presunto iPhone 7 che Apple presenterà in autunno. Nell’immagine si vede un dispositivo con schermo edge-to-edge e parte frontale priva delle cornici laterali, un cambiamento di design richiesto da tantissimi utenti. Questa foto è, però, un fake.

Guardando bene l’immagine, si notano dei particolari che fanno subito capire che si tratta di una foto modificata. Le cornici in alto e in basso sono piene di pixel e la linea che separa lo schermo dalla cornice inferiore non è perfettamente dritta.

Al di là di questa foto, diversi analisti hanno confermato che l’iPhone 7 sarà molto simile al 6s come design, e che vedremo una riprogettazione totale del dispositivo solo nel 2017.
Peccato, perchè ormai quelle cornici laterali andrebbero eliminate per legge…
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Rendarya9, un completissimo editor fotografico direttamente in Immagini – Cydia

31 marzo 2016 Nessun commento

 
Se amate modificare le vostre foto per renderle davvero perfette, allora Rendarya9 è il tweak perfetto che vi consentirà di farlo direttamente dall’app Immagini del vostro dispositivo.

La prima funzionalità di Rendarya9 è pensata per gli utenti che dispongono del 3D Touch: semplicemente premendo con forza sullo schermo, una nuova funzione introdotta dal tweak vi consentirà di convertire un video in una GIF, il tutto direttamente dalla schermata Home.
Sempre dalla schermata di partenza si potrà anche aprire l’editor per l’ultima immagine importata o acquisita dalla fotocamera del telefono. Il tweak supporta anche l’estensione nativa di Immagini su iOS che consente di richiamare l’interfaccia di editing in modo molto semplice.
 
 
Il tweak include anche un tema scuro e una serie di icone disegnate dallo sviluppatore che lo rendono molto piacevole alla vista, nonché il supporto ai font (fino a 40 font personalizzati) previsto per la schermata di condivisione e per la schermata di editing di Rendarya9.
 
Rendarya9 non aggiunge nuove impostazioni al dispositivo su cui viene installato poiché il suo funzionamento verrà gestito automaticamente e interamente dall’app Immagini nativa di iOS.
Se siete interessati, quindi, potete scaricare Rendarya9 dalla repository di BigBoss in Cydia al prezzo di 2.99 dollari. Per l’installazione di questo programma è richiesto un dispositivo jailbroken (scopri se e come puoi fare il jailbreak al tuo iPhone cliccando qui) ed è necessaria una connessione ad Internet per il download del pacchetto. Questo tweak è compatibile con iOS 9.0 e successive versioni del sistema operativo mobile di Apple.
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Ecco come potrebbero essere i prossimi Macbook Pro

31 marzo 2016 Nessun commento

Ecco come potrebbe essere il prossimo Macbook Pro che verrà presentato al WWCD da Apple. Prototipo realizzato dal designer Martin Hajek.

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Moovit versione 4.10 introduce funzioni di accessibilità per i non vedenti

30 marzo 2016 Nessun commento

Moovit, l’app per il trasporto locale più utilizzata su iPhone, ha oggi rilasciato la Versione 4.10 con importanti funzioni di accessibilità che aiutano la community di non vedenti a viaggiare sui mezzi pubblici con maggiore facilità.

Moovit: Transport App – Your local journey planner with live bus timesMoovit App Global LTDCategoria: NavigazioneGratis
Al mondo, circa 40 milioni di persone convivono con la cecità, e molte di loro ricorrono quotidianamente ai mezzi pubblici per i loro spostamenti. Moovit consente ora alle persone cieche e ipovedenti, che attivano VoiceOver e TalkBack (rispettivamente per iOS e Android) sui loro dispositivi, di navigare in tutte le schermate della app ascoltando informazioni su tutte le funzioni disponibili.
Per creare le funzioni di accessibilità, il team di sviluppatori Moovit ha lavorato a stretto contatto con uno sviluppatore non vedente: Adi Kushnir, uno studente di base a Tel Aviv che collabora come consulente su molti progetti legati all’accessibilità del mondo digitale. Adi ha messo a disposizione la sua esperienza per assicurare che il prodotto sia di facile utilizzo anche per chi utilizza i mezzi pubblici con una disabilità visiva.
Con la nuova integrazione VoiceOver e TalkBack, i non vedenti devono semplicemente tenere le loro dita sullo schermo del telefono per sentire indicazioni sulla funzione selezionata. Questo li aiuta a navigare senza interruzioni attraverso la app, e consente loro di pianificare facilmente gli spostamenti con i mezzi pubblici.
Oltre a queste funzionalità, la nuova versione 4.10 consente agli utenti di sincronizzare con Facebook e con l’account Google le proprie linee preferite, i luoghi, il ranking e tutte le preferenze della app, in modo che siano sempre facilmente disponibili. Il funzionamento di Moovit è semplice perché combina i dati provenienti dalle aziende di trasporto, che gratuitamente aderiscono a Moovit, con quelli forniti in tempo reale dalla Community di utilizzatori.
Moovit è disponibile in 40 lingue ed

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Google: nuove SDK e nuovi tool per l’integrazione della realtà virtuale su iOS, Android e web

30 marzo 2016 Nessun commento

In un post sul suo blog ufficiale dedicato agli sviluppatori, Google ha annunciato il lancio di alcune novità relative alla Google Cardboard e alla realtà virtuale.

Google ha quindi rilasciato delle nuove SDK di Cardboard per Android e iOS capaci di integrare la realtà virtuale nelle app senza dover costringere gli utenti a ricorrere necessariamente ad app terze come la stessa Cardboard di Google. Ancora, la società di Mountain View ha introdotto un sistema capace di integrare un visore VR nei siti web.
Queste novità possono essere davvero interessanti per utenti e sviluppatori e potrebbero permettere alla realtà virtuale targata Google di espandersi molto di più grazie ad una maggiore integrazione con iOS, Android e con il web.
Staremo a vedere come proseguirà lo sviluppo della realtà virtuale. Per avere maggiori informazioni su VR View per gli sviluppatori potete dare un’occhiata al post ufficiale di Google che alleghiamo qui.
Fonte: 9to5Mac
Link all’articolo originale: Google: nuove SDK e nuovi tool per l’integrazione della realtà virtuale su iOS, Android e web

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Esplora il microverso in Dirac!

30 marzo 2016 Nessun commento

Dirac è un nuovo avvincente puzzle game targato Mediocre. Vediamo di cosa si tratta!

Categoria: Gratis
Dirac è un nuovo gioco pubblicato su App Store da Mediocre AB in cui avremo la possibilità di esplorare il microverso  utilizzando il motore DIRAC. Pur sembrando semplice, il raggiungimento dell’obiettivo sarà tutt’altro che semplice.
DIRAC è infatti l’ultima invenzione tecnologia per lo “svincolamento quantistico computerizzato“. Come già accennato, Dirac è un coinvolgente puzzle game che metterà a dura prova le nostre abilità in quanto dovremo impegnarci per creare con le dita dei collegamenti tra gli elementi dello stesso colore, ottenendo un punteggio in relazione al numero di molecole unite.

Naturalmente non potremo unire gli elementi senza criterio ed è proprio qui la sfida: sullo schermo infatti verranno generate ondate su ondate di elementi a forma di molecola che starà a noi unire facendo attenzione ad essere precisi e veloci.
Dirac è disponibile su App Store e può essere scaricato al prezzo di 1,99€.
Link all’articolo originale: Esplora il microverso in Dirac!

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