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Samsung vs. Apple, a Tokyo i giudici danno ragione ai coreani

Il tribunale giapponese ha stabilito che non è stato copiato il sistema di sincronizzazione della Mela

Samsung ha segnato il gol della bandiera contro Apple. Il tribunale di Tokyo, cui Cupertino si era rivolta lamentando l’ennesima violazione di un proprio brevetto da parte dei coreani, ha infatti rigettato l’accusa. Apple pretendeva che Samsung avesse copiato la propria tecnologia relativa alla sincronizzazione dei file multimediali tramite diversi device e con i propri server.

A Seul non è parso vero di poter tornare in campo così presto per la rivincita, dopo che meno di una settimana fa era stata condannata da un tribunale americano a versare oltre un miliardo di dollari a Apple per avere infranto tutta una serie di brevetti, legati in quel caso a tecnologie differenti come  bounce-back e pinch-to-zoom. “ Apprezziamo la decisione della corte, che conferma quanto sosteniamo da sempre: i nostri prodotti non violano alcuna proprietà intellettuale di Apple”, ha commentato Samsung, mentre da parte di Apple non è ancora arrivata alcuna reazione.

È sicuramente singolare il fatto che due decisioni apparentemente contrastanti arrivino a pochi di distanza con i giurati statunitensi schierati a favore dell’azienda californiana e il tribunale giapponese in supporto del colosso asiatico. Tant’è: di dispute fra le due aziende ce ne sono state e ce ne sono altre in corso. Come non ricordare il Galaxy Tab 10,1 bannato lo scorso anno dall’Ifa di Berlino a manifestazione appena iniziata? O il verdetto del tribunale coreano che ha vietato la vendita di iPhone 3GS, iPhone 4, iPad 1 e iPad 2 in Corea, ritenuti colpevoli di violare tecnologie di Samsung, a cui per altro è stato vietato di vendere nel proprio paese il Galaxy S2, colpevole delle stesse violazioni per cui l’azienda è stata condannata in America?

La battaglia fra le due corazzate proseguirà nei prossimi mesi. Il 6 dicembre si tornerà davanti al giudice in America per una decisione sulla richiesta di Apple di vietare la vendita dei prodotti per cui Samsung è stata condannata e di cui ha già venduto 22,7 milioni di pezzi. Fra questi non c’è l’ultimo smartphone, il Galaxy S III. Nel frattempo Samsung preparerà il proprio ricorso in appello. E intanto procedono altre dispute fra le due aziende in diversi paesi: Italia, Olanda, Gran Bretagna, Germania e Australia. Proprio qui Samsung ha già accusato Apple di violare brevetti sul 3G. Secondo i giornali coreani, come ha riportato TechRadar, Samsung è pronta ad aprire la battaglia sull’uso da parte di Apple della tecnologia Lte nell’ iPhone 5, dopo che questa è già stata usata nell’iPad 3.

Quella fra Samsung e Apple non è l’unica battaglia dei brevetti. Se è vero, come è vero che Steve Jobs aveva giurato morte ad Android, ecco infatti che Apple ha altre cause aperte con Htc e Motorola. E proprio Motorola, da pochi mesi definitivamente nelle mani di Google, ha avviato negli Stati Uniti una causa per violazioni dei propri brevetti da parte di Apple, chiedendo la messa al bando di alcuni iDevice. Secondo rumor riportati da  Reuters però proprio in questi giorni i Ceo di Apple e Google si sarebbero sentiti per cercare di trovare un accordo sui brevetti. Un modo di mettere fine alla guerra fra iOS e Android. La notizia è trapelata pochi giorni dopo che in una causa aperta in Germania fra Motorola e Apple le due società hanno raggiunto un accordo, come riportato da Engadget, che nessuno ha commentato e che presuppone l’ammissione di alcune violazione da parte di Apple, disposta a firmare un accordo per lo sfruttamento di alcuni brevetti di Motorola. 

(Credits per la foto: Corbis)

 

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